I segreti del Connacht: la lezione di una cenerentola diventata regina!

Bundee Aki, John Muldoon and Eoghan Masterson
Foto: www.connachtrugby.ie

Oggi ci dedichiamo al miracolo Connacht, vincitore a sorpresa della finale di Pro12 lo scorso Sabato.

La prima vittoria in assoluto della provincia irlandese è stato un vero e proprio miracolo sportivo, un risultato tanto straordinario quanto imprevisto. Simbolo di tutta una stagione fatta di progressi continui è stata la finale giocata e vinta in modo spettacolare contro il Leinster (squadra piena di nazionali e tre volte campione d’Europa!!!). Una partita che rappresenta il punto di arrivo di un percorso fatto di duro lavoro e miglioramenti continui che merita di essere analizzato e preso come esempio.

Dunque quali sono i segreti del Connacht? Come ha potuto vincere il campionato e giocando un Rugby di altissima qualità, una squadra che non si era mai nemmeno qualificata per i playoff ? Ma soprattutto cosa può insegnare a noi di Rugby Facile?

Tutto inizia con l’arrivo di Pat Lam nel 2013. Il Coach samoano, grande ex giocatore ed ex allenatore degli Aukland Blues in Nuova Zelanda, prende in mano una squadra giovane ed affamata. La squadra e la struttura organizzativa del Connacht sono in crescita da alcuni anni ma il cui miglior piazzamento era stato un settimo posto (tanto per capirci anche Treviso nella stagione 2012-2013 è arrivata settima). Dotata di risorse economiche e tecniche molto inferiori ai suoi avversari europei, Connacht è storicamente la provincia irlandese dove il Rugby è meno diffuso. Negli anni ha prodotto pochi nazionali e da sempre è considerata la cenerentola delle 4 province irlandesi ma anche la meno forte tra le squadre di Pro 12.

Eppure l’arrivo del tecnico dall’Emisfero Sud si inserisce in una strategia precisa ambiziosa e intelligente da parte della provincia in collaborazione con la federazione irlandese. Innanzitutto il desiderio e la necessità di sviluppare giovani talenti locali e di attrarre altri desiderosi di affermarsi da fuori. L’idea di puntare sul collettivo, su una idea di gioco condivisa e sul progressivo miglioramento piuttosto che sulla qualità dei singoli e su giocatori già affermati.

E allora ecco il miracolo… una vittoria arrivata avendo in squadra un solo campione con esperienza (e nemmeno troppo famoso): il neozelandese Aki vincitore del Super Rugby con i Chiefs; ma soprattutto con una crescita paziente e continua durata tre anni. Crescita che solo nell’ultimo anno ha dato risultati evidenti fino alla sorprendente e imprevista vittoria finale.

Naturalmente i veri segreti di Connacht sono quelli che il Coach Lam ha portato con sé dalla Nuova Zelanda: le idee caratteristiche dei maestri All Blacks che fanno di loro i migliori al mondo nel nostro sport:

  1. Grandissima attenzione alle competenze tecniche di base
  2. Comprensione del gioco e capacità di giocare in base a quello che si ha di fronte
  3. Fiducia nel proprio gioco e nel desiderio di muovere il pallone

Eccoli i segreti del successo del Connacht:

1 Abilità di base  o “Core skills” come le definiscono i britannici.

Una tentazione comune, soprattutto in Italia, è quella di sopravvalutare l’importanza della strategia e dei piani gioco. La passione per i tatticismi e i piani complicati. Ma nessuna strategia può essere efficace se i giocatori non vengono dotati delle abilità e competenze di base necessarie per portarla a termine con precisione.

Tattiche e piani non hanno efficacia senza l’abilità di ricevere e passare il pallone con precisione, fissare i difensori, prendere palloni alti, calciare, placcare, pulire efficacemente una ruck, spingere in mischia e così via…

Non è un caso che siano definite “Core skills” ovvero centrali, al centro del gioco.

Non appena arrivato a  Connacht, Lam ha innanzitutto incoraggiato una cultura in cui i giocatori dedicano 10 minuti a migliorare le proprie abilità dopo ogni sessione di palestra, oppure arrivando 10 minuti prima all’allenamento.

I benefici di un tale atteggiamento si vedono a distanza portando grossi miglioramenti.

Parliamo, come detto, non soltanto di abilità nel trattare il pallone ma di un gran numero di competenze specifiche che si ripetono continuamente durante il gioco e che risultano fondamentali nel nostro sport. Per questo devono essere ripetute e allenate continuamente fino a risultare gesti automatici.

Non è un caso ad esempio che il Connacht sia divenuta in questi anni una delle squadre più competenti ed efficaci sul punto di incontro tanto in attacco quanto in difesa.

2 Comprensione del gioco

Un altro enorme merito di Pat Lam è stato quello di proporre a Connacht un gioco semplice in cui ognuno sa cosa fare, ma soprattutto un gioco in cui i giocatori sono chiamati a guardare la difesa avversaria e compiere delle scelte in base ad essa:

Cosa mi trovo davanti? Dov’è lo spazio? Quale è l’opzione migliore? Conviene passare o penetrare?

Anche qui naturalmente si è trattato di una scelta destinata a pagare a lungo termine. Non si può fare sempre la scelta giusta, soprattutto inizialmente… ma l’abitudine a questo tipo di atteggiamento in campo ha il merito di spingere i giocatori verso una comprensione profonda del gioco.

Una delle frasi preferite di Lam è: “I bravi giocatori giocano soltanto, mentre i grandi giocatori conoscono il gioco!”.

Si tratta di comprendere quello che succede nel campo e scegliere l’opzione giusta. Semplice a dirsi ma non sempre a farsi, se non insistendo continuamente su questa abitudine come avviene proprio nel gioco Neozelandese ad esempio.

E così è interessante notare che quasi tutte le giocate del Connacht sia quelle che partono da fasi statiche (mischie e touche), che quelle durante il gioco, si basano su scelte multiple ovvero un movimento con diverse opzioni tra cui i giocatori possono scegliere la più adatta alla situazione.

3 Atteggiamento mentale e fiducia nel gioco!

Il terzo elemento introdotto da Lam è forse il più difficile da recepire in Europa. L’atteggiamento mentale! Il Connacht campione della Pro 12 2016 è una squadra che non si libera mai del pallone e non ha paura di muoverlo attaccando anche nella propria metà campo. Una squadra che sfrutta gli spazi disponibili, gioca in modo spettacolare e che soprattutto ha una fiducia incrollabile nel proprio gioco.

Non fraintendiamo!! Questo non significa certamente giocare in modo folle oppure non calciare mai!!! Ma significa tentare di mettere sempre sotto pressione l’avversario (anche al piede naturalmente) fiduciosi delle armi che si hanno a disposizione!! Significa non cedere all’avversario l’iniziativa ma tenerla nelle proprie mani, persino quando non si ha il pallone!!

Tutto questo è dimostrato in modo particolare nella finale vinta contro il Leinster. Una partita giocata in modo aperto e fedele alla filosofia di gioco tenuta in tutta la stagione, a dimostrare la fiducia nelle proprie abilità e nel lavoro svolto sviluppata dai giocatori di Lam. Ancor più sorprendente è il fatto che il Connacht fosse alla sua prima finale e alla prima apparizione nei play-off della competizione. Un gruppo e dei singoli giocatori privi di abitudine ed esperienza nel gestire tale pressione: in queste condizioni sarebbe stato facile cedere alla tentazione di snaturare il proprio gioco adottando una tattica meno rischiosa e più conservativa. Qui è particolarmente evidente il lavoro eccellente fatto da Lam, anche a livello psicologico, nel dotare di consapevolezza la propria squadra nel corso dei suoi tre anni di gestione.

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