Australia Nuova Zelanda: tre segreti per migliorare la qualità del nostro rugby che possiamo imparare dai primi due match di bedisloe cup

Fino a pochi anni fa vedere una partita di rugby in Italia era un privilegio rarissimo! Ancora più raro avere a disposizione esempi di rugby di qualità internazionale da cui imparare!

Nell’era di internet, per fortuna le cose sono cambiate totalmente. Ora la tecnologia ci permette non solo di vedere ogni genere di partita straniera di alto livello ma di rivedere e studiare i maestri.

E allora perché non approfittarne per imparare e migliorare la nostra comprensione del gioco?

I neofiti potranno avvicinarsi al rugby nel modo migliore imparando a comprenderne le basi e apprezzarne la bellezza.

Mentre quelli che già praticano questo sport meraviglioso potranno affinare la propria conoscenza con dei consigli utili a migliorare il proprio gioco.

Dunque per cominciare ecco 3 dettagli che possiamo imparare dalle prime due giornate del Rugby Championship il torneo più importante dell’emisfero sud:

1:  O’Connor ci mostra i problemi che si incontrano difendendo lo spazio esterno e Dagg ci aiuta a risolverli.

Minuto 2.25 del primo match. James O’Connor ci insegna come non difendere in un 2 contro 2!

Dopo varie fasi l’ala australiana si ritrova a difendere contro due avversari da ultimo uomo esterno e valutando il proprio compagno all’interno in leggero ritardo si lascia stringere lasciando libero l’avversario esterno: meta per gli All Blacks!

Il primo errore del giovane tre quarti ala è senza dubbio quello di non fidarsi del proprio interno (Ashley Cooper che invece con un ottimo placcaggio riesce a recuperare il proprio avversario) e così lasciandosi cogliere nel territorio di nessuno al momento in cui il portatore di palla neozelandese (Cruden) passa la palla all’esterno.

Il replay dell’azione mostra benissimo come O’Connor volta le spalle al proprio avversario diretto perdendolo di vista e rendendo così impossibile un recupero.

Come avrebbe dovuto comportarsi?

Facile a dirsi seduti sulla nostra poltrona ma O’Connor avrebbe dovuto attendere e navigare per quanto poteva tra i due avversari per dare più tempo al proprio compagno di recuperare dall’interno. In ogni caso anche valutando la necessità di stringere su Cruden credendolo irragiungibile per il proprio compagno, avrebbe dovuto stringere cercando di frapporsi tra i due avversari per tagliare la comunicazione tra i due e rendere il passaggio eventuale a rischio intercetto (O’Connor invece si limita ad alzare le braccia).

Sempre facile parlare quando non si è in campo contro gli All Blacks che ti sfrecciano accanto a mille all’ora … ma quello che ci interessa è che dall’azione possiamo imparare una regola preziosa:

La necessità principale per l’ala o qualsiasi altro giocatore che si trovi a difendere lo spazio esterno in un 2 contro 2 è innanzitutto quella di fidarsi del proprio interno e non perdere mai di vista l’ultimo uomo esterno degli avversari.

Nel caso in cui si valuti che la situazione è irrecuperabile ed è necessario stringere, farlo cercando in tutti i modi di rendere impossibile la trasmissione del pallone verso l’esterno!

Al minuto 45.30 del secondo match giocato tra Wallabies e All Blacks, ci mostra un esempio perfetto di come difendere un 2 contro 2 all’esterno, navigando per dare tempo al proprio compagno di rientrare, l’estremo neozelandese Dagg.

Puoi vedere bene che, anche se il difensore interno neozelandese è molto distante, Dagg non cede mai alla tentazione di stringere e non perde mai d’occhio l’ultimo uomo esterno dell’attacco australiano, anzi dà l’impressione di poter difendere su entrambi senza offrire riferimenti al portatore di palla australiano, costretto a esitare fino all’arrivo dell’interno neozelandese che ristabilisce la parità numerica e placca l’avversario!

Da tenere a mente per ali o chiunque si trovi a difendere da ultimo uomo lo spazio esterno!

2:  Ashley Cooper, Ben Smith e Luatua ci mostrano come preparare e correre delle linee di corsa efficaci:

 

  • Al Minuto 14 del primo match il centro australiano Ashley Cooper taglia in due la difesa nera in prima fase, con una splendida linea di corsa preparata dal passaggio di Leliafano.Da notare in questo caso come la sua corsa si adatta a quella del compagno che passa il pallone: mentre Leliafano va leggermente verso l’esterno attirando la difesa avversaria Ashley Cooper taglia rispetto a lui un angolo leggermente acuto che gli permette di cogliere l’intervallo nella difesa neozelandese.

  • Al minuto 8.44 del secondo match l’ala neozelandese Ben Smith ci mostra un altro esempio di linea di corsa.Nel replay puoi vedere perfettamente come prima di ricevere il pallone Smith modifica il proprio angolo senza però perdere mai il senso verticale della propria corsa, infatti al momento di ricevere il pallone si trova in posizione perpendicolare rispetto alla linea di difesa avversaria.

  • L’azione di un uomo di mischia infine dopo tanti tre-quarti.Sempre nel secondo match al minuto 39.50, il giovane Luatua corre una straordinaria linea di corsa… osserva bene il punto di partenza della sua corsa prima di ricevere il pallone e il modo in cui chiude l’angolo senza perdere la verticale.

Da tenere a mente… in tutti e tre i casi a fare la differenza è la preparazione ovvero la corsa senza palla che precede la presa del pallone da parte dei giocatori.

3: Gli All Blacks ci insegnano come gestire un soprannummero  e fissare gli avversari a seconda della nostra distanza da loro.

Al minuto 39.50 del secondo match i neozelandesi si trovano a gestire un soprannumero esterno trasformandolo in meta, coinvolti nell’azione ci sono un avanti(!) Whitelock e due tre quarti C.Smith e Dagg.

Con uguali abilità i tre ci mostrano in che modo fissare perfettamente il proprio avversario diretto mentre si passa il pallone all’esterno… per approfittare di un soprannumero dell’attacco rispetto alla difesa.

Il replay ci mostra nell’ordine:

  • Il primo giocatore che riceve e passa rapidamente senza fare nemmeno un passo in avanti.
  • Il secondo che fa un solo passo e immediatamente trasmette il pallone.
  • Il terzo infine che accelera e dopo tre quattro passi trasmette il pallone al compagno libero di segnare!

Quale è la differenza tra le situazioni che i tre si trovano ad affrontare?

La distanza a cui si trovano i propri avversari ed è quello che determina le differenze nel loro modo di fissarli.

  • Whiitelock (il primo) si trova con l’avversario lanciato su di lui a brevissima distanza e dunque deve limitarsi ad accelerare la velocità del passaggio senza muoversi.
  • C.Smith (il secondo) ha l’avversario leggermente più distante dunque ha a disposizione un breve passo per attirare su di se l’avversario prima di trasmettere il pallone.
  • Dagg (il terzo) avendo l’avversario più distante deve prolungare la propria corsa per attirarlo su di se e contemporaneamente liberare il proprio esterno… nel fare questo la velocità del suo passaggio è molto più lenta di quella dei suoi compagni per mantenere l’incertezza.

Dunque da tenere a mente come regola per attirare e fissare il proprio avversario allo scopo di liberare l’esterno:

Più l’avversario è vicino (e ormai proiettato su di noi) più è necessario velocizzare il passaggio e rallentare la propria corsa.

Al contrario più l’avversario è lontano da noi più sarà necessario accelerare la nostra corsa (x attirarlo) e rallentare la velocità del nostro passaggio (per tenerlo nel dubbio di una nostra possibile finta e così impedirgli di scalare direttamente sul nostro compagno esterno).