VideoAnalisi: Maro Itoje

itoje

Analizziamo qualità e caratteristiche principali di Maro Itoje, eletto giocatore europeo dell’anno a soli 21 anni!
Cosa possiamo imparare da lui? Come può ispirarci a migliorare?

Lo vediamo in questa VideoAnalisi:

Come rivoluzionare il Rugby Italiano? Un confronto con i cugini argentini

italia argentina

La prima uscita dell‘ Italia di O’Shea coincide con una sfida storica quella con i cugini argentini. Rugby italiano e Rugby argentino hanno sempre avuto un rapporto particolare, non solo per le sfide sul campo ma per la lunga serie di oriundi, giocatori e allenatori, arrivati dal Sud America a giocare nel nostro paese e nella nazionale.

Negli ultimi anni però il confronto è diventato impietoso: da una parte l’esplosione dell’Argentina a livello internazionale (due volte semifinalista nelle ultime tre coppe del mondo, entrata prima nel Rugby Championship e ora nel Super Rugby); e dall’altra le difficoltà del Rugby tricolore.

Eppure… eppure il risultato sul campo da gioco non è stato sbilanciato come alcuni potevano pensare. Una giovane Italia ha disputato un’ottima partita e ha retto il confronto in casa degli argentini dandoci un pò di speranza per il futuro (ne avevamo proprio bisogno!).

Bisogna dirci la verità però… sempre di una sconfitta si tratta. Inoltre per essere efficace e costruttivo, il confronto reale tra il nostro Rugby e quello Argentino deve tenere conto di molti altri fattori.Un solo esempio su tutti: in questi stessi giorni ai Mondiali U.20 l’Argentina ha battuto Sud Africa e Francia e si avvia spedita verso  le semifinali, mentre l’Italia ha preso una quarantina di punti sia dall’Inghilterra che dall’Australia e dovrà lottare per non essere retrocessa!! Una bella differenza!

Ma allora dove possiamo trarre qualche insegnamento per cambiare in meglio il nostro Rugby? Cosa può suggerirci il confronto con i cugini argentini?

Vediamo innanzitutto come stiamo messi…

Il tour di Giugno in America chiude la stagione 2015-2016 della nazionale italiana. Sicuramente un anno difficile per il Rugby italiano. I risultati sono impietosi: per la nostra nazionale maggiore cucchiaio di legno nel Sei Nazioni dopo una Coppa del Mondo senza gloria; 5 sconfitte su 5 anche per l’Under 20 salva all’ultima partita ai propri mondiali. Le due franchige che languono nelle ultime due posizioni di Pro12, per non parlare dei risultati delle coppe europee… meglio stendere un velo!! Insomma dove ti giri ti giri c’è poco da stare allegri

eppure

Eppure come sempre è proprio nei momenti più bui che portano in sé l’occasione e lo stimolo per la rinascita. E allora qualcosa sembra muoversi nel mondo ovale italiano anche se lentamente. Sembra esserci fermento e voglia di trovare nuove soluzioni. Voglia di non accettare un destino da ultimi della classe!!

Innanzitutto l’avvicendamento tecnico e l’arrivo di un nuovo allenatore in cima alla piramide, O’Shea, accompagnato da un arrivo importante anche nellla formazione dell’alto livello Stephen Aboud. Cambiamenti che di per sé si sa portano sempre con sé entusiasmo (vedi le prime due annate di Brunel) e che nel caso di Aboud fanno sperare in un miglioramento anche strutturale.

Ma non soltanto dal vertice si vede il desiderio di cambiare le cose, l’ambizione di adeguarsi ai migliori, la voglia di contribuire al cambiamento.

Molte critiche, naturalmente, suggerimenti, semplici polemiche e progetti interessanti, ultimamente si sente un pò di tutto sulle possibilità di rivoluzionare in meglio il Rugby Italiano.

Tra le voci più autorevoli quella del capitano Parisse e quella dell’ex-capitano Giovannelli che in Febbraio ha fondato assieme ad altri grandi ex-giocatori un progetto focalizzato sull’attenzione al Rugby di base: Terre Ovali.

Tutte proposte e contributi che riguardano gli aspetti organizzativi.

Ma cosa possiamo proporre dal punto di vista tecnico? Quello che più interessa noi di Rugby Facile. Cosa manca ai giocatori italiani? Cosa manca ai club italiani? cosa manca al Rugby Italiano e come possiamo migliorare fino ad arrivare davvero tra i migliori?

Da questo punto di vista molto interessante è il contributo di Marcelo Loffreda, proprio uno degli artefici del successo argentino. Il coach che ha portato la nazionale argentina al terzo posto nella World Cup 2007. Loffreda in una intervista in Aprile analizza la situazione italiana e la confronta con la straordinaria crescita della nazionale Argentina dopo l’entrata nel Rugby Championship al fianco dei più forti al mondo.

La ricetta di Loffreda è pazienza, cose semplici e tanto lavoro sulla base, con i bambini “perché è in quel momento, che si costruiscono i giocatori di rugby”.

Ma andando più a fondo il segreto della grande crescita Argentina viene dritto dritto dai grandi maestri neozelandesi inviati in Argentina a sviluppare capacità e metodi per migliorare giocatori e tecnici formatori.

Tra tutti il grande Sir. Graham Henry, coach di straordinaria esperienza anche europea, campione del mondo con gli All Blacks. Henry ha collaborato più volte con la Federazione Argentina e così anche altri allenatori neozelandesi del Super Rugby.

Dice Loffreda: “Anche Henry ce lo ripeteva in continuazione: fate le cose semplici, fatele bene“. Giorno dopo giorno, lavorando sempre – con umiltà sui fondamentali. Imparando delle soluzioni diverse. “Il rugby è come giocare una partita a scacchi: ci sono mille alternative e soluzioni: più ne conosci, maggiori possibilità hai di dare scacco“.

Eccole qui le due parole chiave: grande attenzione ai fondamentali e costruzione di una profonda comprensione del gioco!

Parole che ritornano come abbiamo già visto nell’articolo dedicato ai successi del Connacht e al contributo portato da Pat Lam ancora e sempre dalla Nuova Zelanda: http://www.rugbyfacile.com/2016/06/11/connacht-la-lezione-di-una-cenerentola-diventata-regina/

Ed effettivamente le cose stanno così: se si guarda giocare la nazionale Argentina ai Mondiali o i Jaguares nel Super Rugby, si notano i grandi miglioramenti che li hanno portati all’altezza dei migliori. Le grandi competenze e abilità individuali e collettive, la comprensione generale e particolare dei giocatori argentini.

Ecco dunque la strada che ci viene dai maestri neozelandesi: semplice eppure efficace, perfetta per Rugby Facile! Per avere giocatori migliori e un movimento all’altezza di competere a livello internazionale dobbiamo insistere sulle abilità di base e costruire gradualmente una comprensione generale del gioco!!! A tutti il livelli!!! Dal più basso alla nazionale! Dai più piccoli fino agli adulti!!

E il bello è che potete cominciare da subito e senza bisogno di nessuno!

Nell’era del digitale abbiamo a disposizione tantissime risorse che ci permettono di approfondire le nostre competenze rugbystiche!

Guardate più partite possibile (se ne trovano tantissime su youtube), partite intere però, non semplici spezzoni con le mete o le azioni spettacolari!! Osservate i giocatori che giocano nel vostro ruolo, i dettagli dei gesti che ripetono, riflettete sul gioco e su quello che succede in campo!!!

E poi dedicate del tempo alle vostre “skills”, abilità fondamentali nel Rugby!! Esercitatevi un quarto d’ora al giorno in quelle in cui avete bisogno di migliorare! Anche qui internet può essere di grande aiuto e si trovano in rete tantissimi video di approfondimento!

Passate più tempo possibile con il pallone in mano, portatelo con voi al mare, al parco, la sera quando uscite, ovunque…

Ma non soltanto nelle abilità con il pallone potete migliorare: esercitatevi nelle finte, nel modo di evitare gli avversari, nelle prese al volo… riflettete su come migliorare la postura in ruck o il placcaggio etc. etc. etc.

Sperimenterete i miglioramenti sul campo da gioco… vi sentirete più sicuri di gesti che avete ripetuto continuamente… comprenderete al volo situazioni che avete osservato e sarete in grado di risolverle in modo più efficace!!!

Tutto stà nel metterci passione ed entusiasmo… e noi italiani in questo non siamo secondi a nessuno!!!

Intanto qui di seguito trovi il link di un canale youtube argentino dedicato proprio agli interventi tecnici fatti da allenatori neozelandesi in Argentina. Ottimi spunti per iniziare:

https://www.youtube.com/user/RugbyForumArg/videos

I segreti del Connacht: la lezione di una cenerentola diventata regina!

Bundee Aki, John Muldoon and Eoghan Masterson
Foto: www.connachtrugby.ie

Oggi ci dedichiamo al miracolo Connacht, vincitore a sorpresa della finale di Pro12 lo scorso Sabato.

La prima vittoria in assoluto della provincia irlandese è stato un vero e proprio miracolo sportivo, un risultato tanto straordinario quanto imprevisto. Simbolo di tutta una stagione fatta di progressi continui è stata la finale giocata e vinta in modo spettacolare contro il Leinster (squadra piena di nazionali e tre volte campione d’Europa!!!). Una partita che rappresenta il punto di arrivo di un percorso fatto di duro lavoro e miglioramenti continui che merita di essere analizzato e preso come esempio.

Dunque quali sono i segreti del Connacht? Come ha potuto vincere il campionato e giocando un Rugby di altissima qualità, una squadra che non si era mai nemmeno qualificata per i playoff ? Ma soprattutto cosa può insegnare a noi di Rugby Facile?

Tutto inizia con l’arrivo di Pat Lam nel 2013. Il Coach samoano, grande ex giocatore ed ex allenatore degli Aukland Blues in Nuova Zelanda, prende in mano una squadra giovane ed affamata. La squadra e la struttura organizzativa del Connacht sono in crescita da alcuni anni ma il cui miglior piazzamento era stato un settimo posto (tanto per capirci anche Treviso nella stagione 2012-2013 è arrivata settima). Dotata di risorse economiche e tecniche molto inferiori ai suoi avversari europei, Connacht è storicamente la provincia irlandese dove il Rugby è meno diffuso. Negli anni ha prodotto pochi nazionali e da sempre è considerata la cenerentola delle 4 province irlandesi ma anche la meno forte tra le squadre di Pro 12.

Eppure l’arrivo del tecnico dall’Emisfero Sud si inserisce in una strategia precisa ambiziosa e intelligente da parte della provincia in collaborazione con la federazione irlandese. Innanzitutto il desiderio e la necessità di sviluppare giovani talenti locali e di attrarre altri desiderosi di affermarsi da fuori. L’idea di puntare sul collettivo, su una idea di gioco condivisa e sul progressivo miglioramento piuttosto che sulla qualità dei singoli e su giocatori già affermati.

E allora ecco il miracolo… una vittoria arrivata avendo in squadra un solo campione con esperienza (e nemmeno troppo famoso): il neozelandese Aki vincitore del Super Rugby con i Chiefs; ma soprattutto con una crescita paziente e continua durata tre anni. Crescita che solo nell’ultimo anno ha dato risultati evidenti fino alla sorprendente e imprevista vittoria finale.

Naturalmente i veri segreti di Connacht sono quelli che il Coach Lam ha portato con sé dalla Nuova Zelanda: le idee caratteristiche dei maestri All Blacks che fanno di loro i migliori al mondo nel nostro sport:

  1. Grandissima attenzione alle competenze tecniche di base
  2. Comprensione del gioco e capacità di giocare in base a quello che si ha di fronte
  3. Fiducia nel proprio gioco e nel desiderio di muovere il pallone

Eccoli i segreti del successo del Connacht:

1 Abilità di base  o “Core skills” come le definiscono i britannici.

Una tentazione comune, soprattutto in Italia, è quella di sopravvalutare l’importanza della strategia e dei piani gioco. La passione per i tatticismi e i piani complicati. Ma nessuna strategia può essere efficace se i giocatori non vengono dotati delle abilità e competenze di base necessarie per portarla a termine con precisione.

Tattiche e piani non hanno efficacia senza l’abilità di ricevere e passare il pallone con precisione, fissare i difensori, prendere palloni alti, calciare, placcare, pulire efficacemente una ruck, spingere in mischia e così via…

Non è un caso che siano definite “Core skills” ovvero centrali, al centro del gioco.

Non appena arrivato a  Connacht, Lam ha innanzitutto incoraggiato una cultura in cui i giocatori dedicano 10 minuti a migliorare le proprie abilità dopo ogni sessione di palestra, oppure arrivando 10 minuti prima all’allenamento.

I benefici di un tale atteggiamento si vedono a distanza portando grossi miglioramenti.

Parliamo, come detto, non soltanto di abilità nel trattare il pallone ma di un gran numero di competenze specifiche che si ripetono continuamente durante il gioco e che risultano fondamentali nel nostro sport. Per questo devono essere ripetute e allenate continuamente fino a risultare gesti automatici.

Non è un caso ad esempio che il Connacht sia divenuta in questi anni una delle squadre più competenti ed efficaci sul punto di incontro tanto in attacco quanto in difesa.

2 Comprensione del gioco

Un altro enorme merito di Pat Lam è stato quello di proporre a Connacht un gioco semplice in cui ognuno sa cosa fare, ma soprattutto un gioco in cui i giocatori sono chiamati a guardare la difesa avversaria e compiere delle scelte in base ad essa:

Cosa mi trovo davanti? Dov’è lo spazio? Quale è l’opzione migliore? Conviene passare o penetrare?

Anche qui naturalmente si è trattato di una scelta destinata a pagare a lungo termine. Non si può fare sempre la scelta giusta, soprattutto inizialmente… ma l’abitudine a questo tipo di atteggiamento in campo ha il merito di spingere i giocatori verso una comprensione profonda del gioco.

Una delle frasi preferite di Lam è: “I bravi giocatori giocano soltanto, mentre i grandi giocatori conoscono il gioco!”.

Si tratta di comprendere quello che succede nel campo e scegliere l’opzione giusta. Semplice a dirsi ma non sempre a farsi, se non insistendo continuamente su questa abitudine come avviene proprio nel gioco Neozelandese ad esempio.

E così è interessante notare che quasi tutte le giocate del Connacht sia quelle che partono da fasi statiche (mischie e touche), che quelle durante il gioco, si basano su scelte multiple ovvero un movimento con diverse opzioni tra cui i giocatori possono scegliere la più adatta alla situazione.

3 Atteggiamento mentale e fiducia nel gioco!

Il terzo elemento introdotto da Lam è forse il più difficile da recepire in Europa. L’atteggiamento mentale! Il Connacht campione della Pro 12 2016 è una squadra che non si libera mai del pallone e non ha paura di muoverlo attaccando anche nella propria metà campo. Una squadra che sfrutta gli spazi disponibili, gioca in modo spettacolare e che soprattutto ha una fiducia incrollabile nel proprio gioco.

Non fraintendiamo!! Questo non significa certamente giocare in modo folle oppure non calciare mai!!! Ma significa tentare di mettere sempre sotto pressione l’avversario (anche al piede naturalmente) fiduciosi delle armi che si hanno a disposizione!! Significa non cedere all’avversario l’iniziativa ma tenerla nelle proprie mani, persino quando non si ha il pallone!!

Tutto questo è dimostrato in modo particolare nella finale vinta contro il Leinster. Una partita giocata in modo aperto e fedele alla filosofia di gioco tenuta in tutta la stagione, a dimostrare la fiducia nelle proprie abilità e nel lavoro svolto sviluppata dai giocatori di Lam. Ancor più sorprendente è il fatto che il Connacht fosse alla sua prima finale e alla prima apparizione nei play-off della competizione. Un gruppo e dei singoli giocatori privi di abitudine ed esperienza nel gestire tale pressione: in queste condizioni sarebbe stato facile cedere alla tentazione di snaturare il proprio gioco adottando una tattica meno rischiosa e più conservativa. Qui è particolarmente evidente il lavoro eccellente fatto da Lam, anche a livello psicologico, nel dotare di consapevolezza la propria squadra nel corso dei suoi tre anni di gestione.

Nuova stagione rugbystica alle porte: preparati rinfrescando le tue abilità!

La nuova stagione è ormai alle porte… ecco 3 consigli per prepararsi al meglio dopo la lunga pausa oppure migliorarsi durante l’anno!

1 Livello tecnico

Le abilità fondamentali vanno esercitate continuamente… prenditi 10 minuti prima dell’allenamento, oppure quando sei libero a casa, per tenere in esercizio e migliorare i gesti fondamentali che ti troverai a compiere durante il gioco.

Cura in modo particolare la tua manualità con il pallone! È quello il nostro attrezzo principale e non dovremmo mai dimenticarlo!

Ricordo un giocatore neozelandese con cui ho avuto la fortuna di giocare… nonostante avesse una manualità straordinaria cominciava sempre l’allenamento con un pre-riscaldamento di 20 minuti fatto di piccoli esercizi con il pallone.

Non si è mai tanto bravi da smettere di allenarsi nei fondamentali!

Qui ad esempio è lo staff dei Crusaders a sottolineare l’importanza di sviluppare la sensibilità nelle dita per ricevere e passare il pallone (il video purtroppo è solo in inglese ma si capisce ugualmente!)

2 Livello atletico

La condizione atletica è essenziale nel rugby ed è importantissimo arrivare pronti fisicamente alle prime gare. Se stiamo bene fisicamente tutto ci sembrerà più facile ed anche gli altri aspetti del gioco come quello tecnico e tattico non potranno non beneficiarne.

Accanto alla preparazione atletica da svolgere secondo i programmi del tuo club ci sono altri aspetti importanti che puoi curare approfittando del fatto che gli impegni agonistici non solo ancora cominciati.

Presta attenzione alla qualità della tua corsa, al modo in cui poggi i piedi e utilizzi le anche e le ginocchia! Puoi migliorare di molto le tue prestazioni con pochi, semplici accorgimenti!

http://www.runlovers.it/2012/correre-bene-correre-meglio/

Qui invece ci sono dei consigli su come respirare durante la corsa. Sembra una cosa da nulla ma può risultare importantissimo!

(anche questo è in inglese per quelli che proprio non ci si raccapezzano rcco due consigli in italiano!)

http://www.runlovers.it/2013/impara-a-respirare-correndo/

3 Livello tattico: la comprensione del gioco

Più rugby si guarda e più si può approfondire e comprendere questo sport meraviglioso in tutta la sua complessità.

Quando hai tempo cerca di guardare partite intere piuttosto che limitarti a video con mete e azioni spettacolari, questo ti aiuterà a costruire una conoscenza globale del gioco.

Prova ad esempio a soffermarti sui giocatori che interpretano il tuo ruolo e ad osservarne i movimenti anche quando non sono direttamente in possesso del pallone.

Puoi trovare su youtube molte partite interessanti, ma se vuoi qualcosa di recentissimo e non sai dove cercare… eccoti ad esempio un link con le partite di Aviva Premiership della prima giornata. Puoi cominciare da quella che vuoi ovviamente anche se personalmente consiglio Wasps-Harlequins da vedere fino all’ultimo 😉

http://www.premiershiprugby.tv/FullMatchReplays?WT.mc_id=mpType:Display*Asset:Display_Ad*CmpID:PRTV*Other:FullMatchReplays

Australia Nuova Zelanda: tre segreti per migliorare la qualità del nostro rugby che possiamo imparare dai primi due match di bedisloe cup

Fino a pochi anni fa vedere una partita di rugby in Italia era un privilegio rarissimo! Ancora più raro avere a disposizione esempi di rugby di qualità internazionale da cui imparare!

Nell’era di internet, per fortuna le cose sono cambiate totalmente. Ora la tecnologia ci permette non solo di vedere ogni genere di partita straniera di alto livello ma di rivedere e studiare i maestri.

E allora perché non approfittarne per imparare e migliorare la nostra comprensione del gioco?

I neofiti potranno avvicinarsi al rugby nel modo migliore imparando a comprenderne le basi e apprezzarne la bellezza.

Mentre quelli che già praticano questo sport meraviglioso potranno affinare la propria conoscenza con dei consigli utili a migliorare il proprio gioco.

Dunque per cominciare ecco 3 dettagli che possiamo imparare dalle prime due giornate del Rugby Championship il torneo più importante dell’emisfero sud:

1:  O’Connor ci mostra i problemi che si incontrano difendendo lo spazio esterno e Dagg ci aiuta a risolverli.

Minuto 2.25 del primo match. James O’Connor ci insegna come non difendere in un 2 contro 2!

Dopo varie fasi l’ala australiana si ritrova a difendere contro due avversari da ultimo uomo esterno e valutando il proprio compagno all’interno in leggero ritardo si lascia stringere lasciando libero l’avversario esterno: meta per gli All Blacks!

Il primo errore del giovane tre quarti ala è senza dubbio quello di non fidarsi del proprio interno (Ashley Cooper che invece con un ottimo placcaggio riesce a recuperare il proprio avversario) e così lasciandosi cogliere nel territorio di nessuno al momento in cui il portatore di palla neozelandese (Cruden) passa la palla all’esterno.

Il replay dell’azione mostra benissimo come O’Connor volta le spalle al proprio avversario diretto perdendolo di vista e rendendo così impossibile un recupero.

Come avrebbe dovuto comportarsi?

Facile a dirsi seduti sulla nostra poltrona ma O’Connor avrebbe dovuto attendere e navigare per quanto poteva tra i due avversari per dare più tempo al proprio compagno di recuperare dall’interno. In ogni caso anche valutando la necessità di stringere su Cruden credendolo irragiungibile per il proprio compagno, avrebbe dovuto stringere cercando di frapporsi tra i due avversari per tagliare la comunicazione tra i due e rendere il passaggio eventuale a rischio intercetto (O’Connor invece si limita ad alzare le braccia).

Sempre facile parlare quando non si è in campo contro gli All Blacks che ti sfrecciano accanto a mille all’ora … ma quello che ci interessa è che dall’azione possiamo imparare una regola preziosa:

La necessità principale per l’ala o qualsiasi altro giocatore che si trovi a difendere lo spazio esterno in un 2 contro 2 è innanzitutto quella di fidarsi del proprio interno e non perdere mai di vista l’ultimo uomo esterno degli avversari.

Nel caso in cui si valuti che la situazione è irrecuperabile ed è necessario stringere, farlo cercando in tutti i modi di rendere impossibile la trasmissione del pallone verso l’esterno!

Al minuto 45.30 del secondo match giocato tra Wallabies e All Blacks, ci mostra un esempio perfetto di come difendere un 2 contro 2 all’esterno, navigando per dare tempo al proprio compagno di rientrare, l’estremo neozelandese Dagg.

Puoi vedere bene che, anche se il difensore interno neozelandese è molto distante, Dagg non cede mai alla tentazione di stringere e non perde mai d’occhio l’ultimo uomo esterno dell’attacco australiano, anzi dà l’impressione di poter difendere su entrambi senza offrire riferimenti al portatore di palla australiano, costretto a esitare fino all’arrivo dell’interno neozelandese che ristabilisce la parità numerica e placca l’avversario!

Da tenere a mente per ali o chiunque si trovi a difendere da ultimo uomo lo spazio esterno!

2:  Ashley Cooper, Ben Smith e Luatua ci mostrano come preparare e correre delle linee di corsa efficaci:

 

  • Al Minuto 14 del primo match il centro australiano Ashley Cooper taglia in due la difesa nera in prima fase, con una splendida linea di corsa preparata dal passaggio di Leliafano.Da notare in questo caso come la sua corsa si adatta a quella del compagno che passa il pallone: mentre Leliafano va leggermente verso l’esterno attirando la difesa avversaria Ashley Cooper taglia rispetto a lui un angolo leggermente acuto che gli permette di cogliere l’intervallo nella difesa neozelandese.

  • Al minuto 8.44 del secondo match l’ala neozelandese Ben Smith ci mostra un altro esempio di linea di corsa.Nel replay puoi vedere perfettamente come prima di ricevere il pallone Smith modifica il proprio angolo senza però perdere mai il senso verticale della propria corsa, infatti al momento di ricevere il pallone si trova in posizione perpendicolare rispetto alla linea di difesa avversaria.

  • L’azione di un uomo di mischia infine dopo tanti tre-quarti.Sempre nel secondo match al minuto 39.50, il giovane Luatua corre una straordinaria linea di corsa… osserva bene il punto di partenza della sua corsa prima di ricevere il pallone e il modo in cui chiude l’angolo senza perdere la verticale.

Da tenere a mente… in tutti e tre i casi a fare la differenza è la preparazione ovvero la corsa senza palla che precede la presa del pallone da parte dei giocatori.

3: Gli All Blacks ci insegnano come gestire un soprannummero  e fissare gli avversari a seconda della nostra distanza da loro.

Al minuto 39.50 del secondo match i neozelandesi si trovano a gestire un soprannumero esterno trasformandolo in meta, coinvolti nell’azione ci sono un avanti(!) Whitelock e due tre quarti C.Smith e Dagg.

Con uguali abilità i tre ci mostrano in che modo fissare perfettamente il proprio avversario diretto mentre si passa il pallone all’esterno… per approfittare di un soprannumero dell’attacco rispetto alla difesa.

Il replay ci mostra nell’ordine:

  • Il primo giocatore che riceve e passa rapidamente senza fare nemmeno un passo in avanti.
  • Il secondo che fa un solo passo e immediatamente trasmette il pallone.
  • Il terzo infine che accelera e dopo tre quattro passi trasmette il pallone al compagno libero di segnare!

Quale è la differenza tra le situazioni che i tre si trovano ad affrontare?

La distanza a cui si trovano i propri avversari ed è quello che determina le differenze nel loro modo di fissarli.

  • Whiitelock (il primo) si trova con l’avversario lanciato su di lui a brevissima distanza e dunque deve limitarsi ad accelerare la velocità del passaggio senza muoversi.
  • C.Smith (il secondo) ha l’avversario leggermente più distante dunque ha a disposizione un breve passo per attirare su di se l’avversario prima di trasmettere il pallone.
  • Dagg (il terzo) avendo l’avversario più distante deve prolungare la propria corsa per attirarlo su di se e contemporaneamente liberare il proprio esterno… nel fare questo la velocità del suo passaggio è molto più lenta di quella dei suoi compagni per mantenere l’incertezza.

Dunque da tenere a mente come regola per attirare e fissare il proprio avversario allo scopo di liberare l’esterno:

Più l’avversario è vicino (e ormai proiettato su di noi) più è necessario velocizzare il passaggio e rallentare la propria corsa.

Al contrario più l’avversario è lontano da noi più sarà necessario accelerare la nostra corsa (x attirarlo) e rallentare la velocità del nostro passaggio (per tenerlo nel dubbio di una nostra possibile finta e così impedirgli di scalare direttamente sul nostro compagno esterno).

Nuova stagione in arrivo: iniziano di Top 14 e Rugby Championship

Il prossimo week-end presenta due eventi imperdibili per gli amanti del rugby di qualità.
Mentre in Europa l’inizio precoce del ricco Top 14 francese segna l’arrivo una nuova stagione di rugby, l’emisfero sud lancia il suo fiore all’occhiello: il Rugby Championship, torneo che vede impegnate le prime tre nazionali del ranking mondiale!!!

Come se non bastasse, l’attesa per i due eventi è incrementata ancor più dal fatto che questi ospiteranno per primi il nuovo regolamento sugli ingaggi in mischia. Dunque le partite di questa settimana rappresenteranno il primo banco di prova per le modifiche al regolamento, concepite per aumentare la spettacolarità del gioco e tutelare la salute dei giocatori.

Avremo modo di approfondire il discorso sulle novità della mischia chiusa nelle prossime settimane, valutandone i primi risultati. Dunque andiamo a vedere come si presenta questo nuovo inizio… quali dettagli tenere d’occhio e cosa aspettarci in termini di RUGBY DI QUALITÀ…

1. Rugby Championship innanzitutto. Appena terminato il tour dei Lions e a soli due anni dalla prossima World Cup, la competizione tra i colossi dell’emisfero sud rappresenta una prova fondamentale per legittimare le proprie ambizioni al titolo iridato.

Sabato 17 Agosto: Australia-Nuova Zelanda alle 12.05, ora italiana.
Sabato 17 Agosto: Sud Africa-Argentina alle 17.00.

2. Parte il ricchissimo campionato francese Top 14: Tra contratti record (Wilkinson resta il più pagato), stelle dell’emisfero sud (Habana su tutti) e campioni internazionali (Sexton, Lydiate, Castrogiovanni etc.) in arrivo. Il torneo non sempre esprime un gioco esaltante dimostrando che non bastano grandi nomi e soldi per fare un rugby di qualità, ma rappresenta comunque una competizione di straordinaria difficoltà e interesse. 14 Squadre si sfidano nel tentativo di succedere al piccolo Castres, vincitore a sorpresa del Bouclier de Brennus l’anno scorso.
Da seguire in modo particolare:
Montpellier-Toulon. Venerdi 16 ore 20.45.
Biarritz-Clermont. Sabato 17 ore 15.00.
Perpignan Castres. Sabato 17 ore 20.35.

3. La mischia chiusa appunto sarà l’osservato speciale di tutte le partite della settimana. Obbiettivi delle nuove regole: tutelare il benessere dei giocatori, evitare i crolli e avere mischie più stabili per ridurre i tempi morti e incrementare la spettacolarità del gioco senza snaturare il ruolo di fase di gioco essenziale. Ci riusciranno? Molto dipenderà da come verranno interpretate da arbitri e giocatori… ci si aspetta un calo netto dei crolli e dei reset…staremo a vedere con le dita incrociate.

A seguire la presentazione dei match più importanti…